Allineamento strategico: la strategia che non serve spiegare

Un antico testo cinese dice che il capo migliore è quello di cui si sa appena che esiste. Come si riconosce da fuori un’azienda allineata.

Nel video, a Brooklyn, dico che una strategia ben fatta non ha bisogno di essere spiegata, perché si percepisce, e che chi la costruisce è una specie di architetto invisibile. Qui porto un testo cinese di più di duemila anni fa che descrive la stessa idea a proposito di chi governa, e spiego come si riconosce da fuori un’azienda in cui la strategia è diventata il modo di lavorare.

Trascrizione del video

Quando un’impresa trova il proprio equilibrio interno, un linguaggio coerente e una visione culturale solida, allora può crescere davvero.

A quel punto la strategia non è più teoria: diventa prassi quotidiana.

Il mio lavoro è accompagnare le aziende in questo percorso, passo dopo passo, fino a renderle autonome e consapevoli.

Perché una strategia ben fatta non ha bisogno di essere spiegata: si percepisce.

Il business strategist non è un consulente esterno, ma un architetto invisibile.

Lavora perché l’azienda funzioni, comunichi e ispiri.

Unisce analisi e sensibilità, logica e intuizione, rigore e immaginazione.

E quando tutto si allinea — le persone, i processi, i prodotti e l’immagine — allora la strategia ha compiuto il suo lavoro. Resta invisibile, ma è presente ovunque.

Funziona, e converte obiettivi in risultati.

In sintesi

  • Andrea Barchiesi, business strategist, sostiene che una strategia riuscita non ha bisogno di essere spiegata: si riconosce nella coerenza fra persone, processi, prodotti e immagine.
  • Il capitolo 17 del Tao Te Ching descrive il capo migliore come quello di cui la gente sa appena che esiste: quando l’opera è compiuta, tutti dicono che è venuta da sé.
  • L’invisibilità è un esito e non un metodo: durante il lavoro lo strategist si vede, fa domande scomode e chiede tempo alla proprietà.

La mia tesi

Una strategia riuscita non ha bisogno di essere spiegata: si riconosce nella coerenza fra persone, processi, prodotti e immagine.

Una strategia riuscita si riconosce prima di essere spiegata

Ci sono aziende che si capiscono al primo contatto. Il preventivo arriva quando era stato promesso, la persona al telefono sa che cosa l’azienda fa e che cosa non fa, il prodotto mantiene ciò che il sito racconta, e chi lo consegna parla come chi l’ha venduto. Nessuno ha bisogno di spiegare la strategia di quell’impresa, perché la si vede lavorare.

Una strategia riuscita non ha bisogno di essere spiegata: si riconosce nella coerenza fra persone, processi, prodotti e immagine.

È l’allineamento strategico visto dall’esterno, da chi non legge i documenti interni e non partecipa alle riunioni. Clienti, fornitori, investitori e possibili collaboratori se ne fanno un’idea prima ancora di conoscerne il nome. E lo stesso vale al contrario: un’azienda che deve spiegare a lungo la sua strategia a chi la incontra di solito sta chiedendo a parole una fiducia che i fatti non hanno ancora guadagnato.

Il capo di cui si sa appena che esiste

Il Tao Te Ching, il libro che la tradizione attribuisce a Laozi, è un testo composito: i manoscritti più antichi risalgono a circa il 300 avanti Cristo, e verso la metà del III secolo aveva preso una forma relativamente stabile (Stanford Encyclopedia of Philosophy). Il capitolo 17 descrive quattro gradi di governo, dal più alto al più basso; alcune traduzioni, come quella di Luciano Parinetto, li leggono come una successione nel tempo. Al grado più alto c’è il capo di cui la gente sa appena che esiste. Poi viene il capo che la gente ama e loda, poi quello che teme, infine quello che disprezza.

Il Tao Te Ching descrive il capo migliore come quello di cui la gente sa appena che esiste: quando l’opera è compiuta, tutti dicono che è venuta da sé.

La chiusa del capitolo è la parte più sottile. Quando l’opera è compiuta, dice il testo, la gente pensa che sia venuta da sé; nella traduzione di Parinetto dice: «siamo così da noi stessi». In cinese la parola è ziran, alla lettera «così da sé», uno dei concetti più importanti del libro. Il capo migliore lavora in un modo che lascia alle persone il merito di ciò che hanno fatto. Il testo aggiunge un dettaglio che vale anche per chi guida un’azienda: quel capo è parco di parole, e dà valore a quelle che dice.

L’analogia ha un limite. Il Tao Te Ching parla di chi governa, mentre lo strategist aiuta chi governa: la direzione resta alla proprietà e ai manager. Regge sul meccanismo, cioè sul modo di lavorare di chi rende gli altri capaci di fare da sé.

Come si riconosce da fuori un’azienda allineata

Nel video dico che lo strategist è un architetto invisibile, più che un consulente esterno. Lo intendo nel senso di chi lavora dentro l’azienda, invece di consegnare un piano e andarsene, finché le persone, i processi, i prodotti e l’immagine si allineano; poi resta accanto come interlocutore. Per questo gli incarichi hanno una durata, di solito sei mesi o un anno, e uno scopo dichiarato: rendere l’azienda autonoma.

Dall’esterno l’allineamento si riconosce in cose piccole: reparti diversi danno risposte simili alla stessa domanda, e le promesse della comunicazione corrispondono a ciò che il prodotto fa. Le persone nuove imparano in fretta come si decide, perché le regole sono poche e chiare. Anche le eccezioni restano eccezioni, invece di diventare una seconda strategia che corre accanto alla prima.

È il segno esterno di ciò che, dall’interno, descrivo parlando di quando una consulenza funziona: l’azienda smette di chiedere allo strategist che cosa fare e comincia a raccontargli che cosa ha fatto. Dentro cambia la domanda; fuori cambia l’impressione di chi incontra l’impresa.

Prima di diventare invisibile, lo strategist si vede

L’invisibilità però ha un rischio, se la si prende per un metodo. Un consulente che lavora sempre dietro le quinte non fa le domande scomode, non chiede alla proprietà di esserci, non mette in discussione le abitudini. Rimane gradito, e l’azienda resta com’era.

L’invisibilità è un esito, non un metodo: durante il lavoro lo strategist si vede, fa domande scomode e chiede tempo alla proprietà.

Per mesi la presenza dello strategist si nota eccome: negli incontri regolari, nelle domande a tutti i livelli, nella richiesta alla proprietà di restare presente e di mettere in discussione le proprie idee. Solo quando il lavoro sull’organizzazione e la cultura dell’azienda ha dato i suoi frutti la sua presenza può farsi leggera. A quel punto la strategia d’impresa funziona da sola, e chi incontra l’azienda la riconosce senza saperla nominare.

Cosa fare e cosa non fare

  • Chiedere a un cliente o a un fornitore che cosa ha capito dell’azienda, e confrontarlo con ciò che si vuole essere.
  • Controllare che reparti diversi rispondano allo stesso modo alla stessa domanda.
  • Fissare all’inizio di un incarico come l’azienda imparerà a fare da sola.
  • Non scambiare per allineamento una strategia che va spiegata ogni volta.
  • Non chiedere allo strategist di restare dietro le quinte mentre il lavoro è ancora da fare.

Fonti

  • Tao Te Ching, capitolo 17, a cura di Luciano Parinetto, La Vita Felice, 1995. Altre edizioni italiane: Daodejing. Il canone della via e della virtù, a cura di Attilio Andreini, Einaudi, 2018; Tao te ching. Il libro della Via e della Virtù, a cura di J.J.L. Duyvendak, traduzione di Anna Devoto, Adelphi, 1973.
  • Alan Chan, «Laozi», Stanford Encyclopedia of Philosophy, revisione 2025. https://plato.stanford.edu/entries/laozi/

Strategia d’impresa

La strategia d’impresa è l’insieme delle decisioni con cui un’azienda sceglie cosa fare e cosa non fare per raggiungere i propri obiettivi di lungo termine, migliorare la propria posizione competitiva e crescere in modo sostenibile.

Definizione completa

Il mio lavoro · Organizzazione e cultura

Se l’azienda è cresciuta e ognuno va per conto suo, lavoro con chi la guida e con chi ci lavora ogni giorno, finché ruoli e abitudini tornano ad andare nella stessa direzione.

Il primo incontro è gratuito, di persona o online.

Oppure scrivimi a [email protected] o chiamami al +39 331 178 6035.